Sì, ho creato un profilo in Facebook…
e sì, sono in ritardo!
Rispetto al boom di iscrizioni di utenti italilani verificatosi durante il periodo estivo sono terribilmente in ritardo.
In realtà non volevo manco iscrivermi ma poi, complice un messaggio di invito di una mia amica e una domenica noiosa… tadah!
Ecco il mio badge! Ne sono molto orgolioso
La curiosità ha avuto il sopravvento e in men che non si dica mi sono ritrovato nel vortice. Perchè proprio di un vortice si tratta.
Dopo i primi 10 minuti in cui si completa la propria iscrizione (vengono richieste pochissime informazioni obbligatorie ma i dettagli dell’account, tra cui l’importantissima privacy, sono da spulciare nella sezione ‘impostazioni’) in modo pressochè indolore, la successiva mezz’ora è il regno del caos.
Si viene catapultati in una pagina ‘bacheca’ affollatissma di contenuti che richiedono attenzione. La bacheca stessa (una lavagna pubblica in cui è possibile scrivere a mò di blog), le linguette ‘info’ (dove inserire i dati personali da mostrare al mondo), ‘foto’ (un album fotografico) e ‘note’ (una sorta di memo), la chat (un istant messenger web based), l’area notifiche (una sezione in cui vengono visualizzati gli alert), le applicazioni (funzionalità aggiuntive da attivare alla bisogna), i profili degli amici… insomma: un vero casino!
Qualsiasi cosa tu faccia, o i tuoi amici facciano, viene riportata in una sorta di cronologia condivisa che ti relaziona con gli altri. Ogni singola azione compiuta è poi ricca di link (chi ha fatto cosa con quale applicazione) che portano ad una vera e propria frenesia di click per sapere tutto di tutti
Bhè… tutto ciò mi piace molto!
Ma dove stà il trucco? E’ tutto disponibile gratuitamente o stiamo stipulando un patto col diavolo? Il patto c’è e consiste in questo: si rinuncia a parte della propria privacy (molto dipende da come in realtà si usa Facebook) per dimostrare al mondo che si esiste e per consentire a Facebook di conoscerci meglio di chiunque altro. Facebook “prospera” aggregando la miriade di informazioni recuperate da tutti i profili utente e utilizzandole per fornire servizi mirati.
L’esempio più semplice della cosa sono i banner che compaiono sulla colonna di destra; tali banner sono infatti cuciti sulle preferenze fornite dal proprio profilo utente. E fin qua nulla di male… anzi… meglio vedere banner che ci interessano piuttosto che inserzioni pubblicitarie generiche. Il problema è che questo è solo la punta dell’iceberg.
Voglio veramente che un mio amico, anche inconsapevolmente, usi indiscriminatamente i dati che io ho pubblicato sul mio profilo mentre “gioca” con una qualsiasi delle applicazioni presenti o future disponibili sulla piattaforma? Le possibilità sono infinite… come anche i rischi.
Detto ciò, dato che il fenomeno lo si studia meglio dall’interno, torno a paciugare col mio account (non prima di aver controllato a fondo tutte le ‘impostazioni’ di default)…



