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Stavo testando un pò di pagine web fresche di pubblicazione con il mio fedele Firefox 3 quando improvvisamente alcune di esse sono apparse ingrandite del 30%. L’ingrandimento riguardava sia le immagini che i testi… come se avessi agito sul comando di zoom del browser.

Superato il panico iniziale con una rapida ricerca su Google ho, fortunatamente, risolto la situazione aggiungendo questi due parametri al browser:

  • layout.css.dpi = 96
  • browser.zoom.siteSpecific = false

Il primo imposta la risoluzione per il rendering di pagina e il secondo resetta il livello di zoom eventualmente associato ai siti già visitati.

Si procede aprendo una pagina vuota di Firefox e digitando sulla barra degli indirizzi about:config. Si inserisce poi nella casella “filtro” il parametro da trovare e se ne cambia il valore cliccando sulla voce con il tasto destro e scegliendo, dal menu contestuale, l’opzione modifica.

Cosa è e a cosa serve?

L’idea di realizzare una light box fatta in casa (leggasi… ‘spendendo il meno possibile’) mi è venuta leggendo questo tutorial di Studio lighting net.

Una light box è essenzialmente una scatolotta le cui pareti permettono di isolare dal mondo un oggetto che viene posto al suo interno. Le pareti sono generalmente bianche e servono a ricreare uno sfondo uniforme che funge da palcoscenico per l’oggetto delle nostre attenzioni.

La scatolotta viene impiegata in fotografia per ritrarre prodotti che devono essere resi su campo neutro.

Per capirci… una roba così…

Esempio di oggetto ritratto in una light box
Fonte: http://www.studiolighting.net/homemade-light-box-for-product-photography

Ho pensato di costruirla per evitare di impazzire nello scorporare i soggetti in Photoshop e magari per fare qualche soldino mandando gli scatti a IStockPhoto (sempre che me li accettino).

Read more…

Recupero un vecchio documento distribuito da Clearleft:

“Client input is the foundation on which successful websites are built. This survey will help you articulate and identify the overall goals of your website, including specific questions regarding message, audience, content, look and feel, and functionality”.

In pratica è una sorta di questionario che ripercorre tutti gli aspetti da considerare quando si propone un progetto web al proprio committente. Spesso si trascurano le piccole cose…

Scarica clientsurvey.pdf (PDF, 100Kb circa)

Riporto una risorsa molto interessante citata sul blog di HTML.it. Si tratta di una guida, Guida di autovaluzione del tuo web redatta da Pleiadi, che affronta schematicamente tutte le tematiche che intervengono nella valutazione della bontà di un sito.

E’ stata realizzata nell’ottica del cliente finale e ad esso appare destinata ma riporta spunti interessanti anche per gli sviluppatori. Sicuramente da leggere.

Scarica guidavalutazionesitoweb.pdf (PDF, 400Kb circa).

Adobe AIR LogoOggi missione ad Agrate Brianza per partecipare alla presentazione della tecnologia AIR di Adobe: una full-immersion di 8 ore (a cui se ne sono aggiunte 3 per il percorso andata e ritorno), piuttosto intima (circa 90 iscritti, presenti meno della metà), organizzata da Flex Gala.

Va bene, ma che si fa con AIR? Questa la definizione di Adobe:

Adobe AIR lets developers use their existing web development skills in HTML, AJAX, Flash and Flex to build and deploy rich Internet applications to the desktop.

In soldoni AIR consente di trasportare sul desktop le “vecchie” applicazioni web svincolandole dall’impiego del browser. Ma c’è molto di più. Le applicazioni AIR, oltre a poter accedere al web, sono in grado di interagire con il file system del sistema ospite (sia esso MacOS, Windows o Linux), possono gestire autonomamente il versioning / updating e sono completamente personalizzabili nell’interfaccia; per citare solo le caratteristiche più eclatanti.

Gli sviluppatori possono mischiare codice XHTML, Flex, Flash, Javascript (AJAX) ed ottenere un package compilato distribuibile e installabile sul client come una applicazione desktop standard. Una tale ricchezza di contenuti si riflette di conseguenza in un gran numero di strumenti atti alla loro creazione; cito alla rinfusa soluzioni proprietarie ed open-source: Flash, Flash Develop, Flex Builder, Aptana…

Durante la presentazione si sono succeduti gli speaker Enrique Duvos (Adobe Evangelist), Marco Casario (Comtaste), Fabio Bernardi (Channel Manager di Flex Gala) e Matteo Ronchi (Cef62). Gli interventi hanno spaziato da un case history di applicazioni AIR (Snippage, Mapcache, Fresh, Screenplay, Pronto, Buzzword, FineTune ecc…) ad una introduzione sulla tecnologia Adobe, fino all’analisi di demo realizzate in Flash (con l’IDE omonimo), Flex (con Flex Builder) e XHMTL/Javascript/AJAX (con Aptana).

Un’ottima organizzazione niente da dire: speaker abili, interventi interessanti (con un approccio mai banale e nel contempo mai troppo tecnico), location accogliente, catering di buon livello e, ciliegina sulla torta, gli immancabili gadget tra cui anche una licenza di Flex Builder 2.

L’unico appunto lo si potrebbe fare sulla mancanza di qualsivoglia materiale didattico (sono state però ampiamente illustrate le fonti da cui attingere risorse) e sull’assenza di moduli per il feedback dei partecipanti (mi dispiace solo di non aver potuto sottolineare la bontà dell’incontro).